• Rossella Della Valle

Una Lanterna come cuore – seconda parte



Come accennavo nella prima parte dell’articolo,

La Lanterna di Genova mi ha interessato molto sia per la sua storia ma anche e soprattutto per alcune caratteristiche che riguardano archetipi antichi che ci appartengono da sempre.

Una premessa:

  • Il 20 Aprile 2018, con INBAR Istituto Nazionale di Bio Architettura, si è svolto un convegno ad Aosta, dove uno degli interventi è stato capire lo sviluppo delle città conferendone un’identità sessuale.

Il discorso potrebbe risultare complesso, ma se ci pensate invece è semplice. In natura tutto viene identificato con un maschile ed un femminile, e il paesaggio naturale aiuta, non c’è alcun dubbio, a rigenerarci. 


La natura comunica con noi anche attraverso le forme, un linguaggio comprensibile da ogni cultura e che ci appartiene da sempre.


Da queste considerazioni:


la città di Genova è femminile  con il suo tessuto urbano collinare ondeggiante, in continuo movimento come il suo mare e come l’energia femminile … simbolo di cambiamento



Oserei

come una donna di Botero sensuale dalle forme abbondanti, accoglienti, morbide… molto corteggiata… dalla parte maschile: la zona dei due porti.


Ha perciò in sé le due energie: maschile e femminile, che la rendono “terreno” creativo e produttivo tra i più floridi.

La Lanterna, in tutto questo, ha un potenziale energetico per tutta la città, che forse è bene comprendere



  • penetra la terra attraverso un basamento armonioso diventandone parte come una fusione.

  • rappresenta la forma archetipica del rettangolo, decisamente maschile, con un’energia Yang molto forte, proprio perché anche alimentata dalla luce.


Una luce delle più luminose


A marzo del 2017 è stato inaugurato il nuovo impianto di illuminazione LED  della torre, a celebrazione dei 690 anni, dal posizionamento del primo lumino ad olio nel 1326, che le diede appunto il nome di Lanterna e grazie ad un sistema di lenti Fresnel, con portata raggio 57km, dove ogni incrinatura dei cristalli ha una storia da raccontarci che bisogna che sia tramandata per non farci perdere il nostro passato e la magia delle avventure di un territorio ricco di fermenti culturali.

Un faro, di questo tipo, collocato nel punto maschile della città, consente il controllo sul mare e … bilancia l’energia preponderante femminileNon parlo di controllo “dominante”, ma di energia.

Ci sarebbe tanto ancora da dire, per conoscere aspetti dell’architettura che si sono persi nella storia dei tempi e che forse le razionalità di oggi non sono più pronte ad accettare.


Spero che quanto detto possa dare nuovi spiragli per approfondimenti per proteggere il più possibile, architetture come queste.


Da cuore umano a cuore urbano

Rossella Dellavalle

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Angie En   info.angieen@gmail.com  ©2016 Tutti i diritti riservati

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