• Rossella Della Valle

La vostra casa vi seduce e vi aiuta a sedurre? Playboy insegna - prima parte

Come sempre. l'architettura mi fa sognare e mi seduce.


Se l'esperienza con l'architetto Carlo Mollino non vi ha appassionato sufficientemente per convincervi che è un'arte che ha il potere di cambiare le nostre vite ... forse questa storia potrà appassionarvi come ha fatto con me e magari aiuterà a consolidare maggiormente le mie teorie sull'Architettura Sensuale.


Come accennavo nelle puntate precedenti, di recente ho partecipato al Convegno L'eros nell'Architettura organizzato da Inbar Torino, e la parte che riguardava la storia di Playboy, mi ha affascinato profondamente.


Che ne dite di qualche traccia per "illuminare il vostro cammino"?



Dalle pagine di Playboy si intuisce chiaramente che l'architettura viene usata come potente arma di seduzione. E' noto che i grandi architetti di allora, appassionati com'erano alla materia, parteciparono attivamente alla realizzazione di articoli di architettura per Playboy, sotto falso nome.

Louis Khan, Oscar Niemeyer, Eero Saarinen, Mies Van Der Rohe, Philip Johnson sono tra i tanti protagonisti


Ma gli architetti continuano anche oggi ad avere un potere seduttivo così spiccato?

E l'architettura è ancora una disciplina sexy adatta ad un Playboy contemporaneo?


L'architettura non può essere separata dalla seduzione ... L'architettura è una forma di seduzione


e quindi quale altra rivista non specializzata, poteva avere il potere di diffonderla insieme al design, nel mondo ... se non Playboy?


La strategia editoriale di Playboy consisteva nel promuovere un modello di stile di vita urbano insieme a uno culturale appropriato ai tempi moderni. Ma la vera filosofia vincente è stata quella di riuscirci attraverso un immaginario sensuale.

Anzi dava spunti per creare fantasie! E l'architettura, il design e l'arte erano protagoniste indiscusse di tutto.

Le luci scelte da Playboy, per creare atmosfera sensuale, di  Artemide, Flos, Arteluce ... diventavano il mezzo, lo strumento ... da studiare, da comprare e da ambientare, per far si che l'immaginario si trasformasse in realtà.



Tutto parlava di sensualità e l'arte, in ogni sua forma, accompagnava il messaggio in modo appropriato. Hugh Hefner, il fondatore, si era formato all'Art Istitute di Chicago e fa riferimento a Picasso già nella dichiarazione d'intenti sul primo numero della rivista, uscito nel 1953.


E molte opere d'arte moderna e pop art faranno da sfondo e da soggetto a numerose illustrazioni della rivista. Alcuni nomi come Calder, Modigliani, Hofmann, Mirò, Kline.



E poi ancora cantanti, scrittori, poeti.


Rimanete con me e scopriremo insieme come l'appartamento aiutava a sedurre lo scapolo d'oro americano degli anni '50.


Rossella Dellavalle

Angie En   info.angieen@gmail.com  ©2016 Tutti i diritti riservati

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now