• Rossella Della Valle

L’architettura sensuale e gli scatti segreti di Carlo Mollino – seconda parte

Questo articolo l’ho dedicato alla mostra celebrativa della genialità eclettica dell’architetto torinese Carlo Mollino

Perché ho deciso di parlarvene?

Perché credo sia d’aiuto, nel mio percorso “Angie En – Architettura Sensuale”, a trasmettervi la convinzione che mi muove profondamente:

che l’architettura debba tornare ad abbracciare la sensualità, per creare ambienti che possano “farci davvero bene”

In Mollino ho visto un modo di guardare ... come conferma al mio progetto.

con Angie En, avendo utilizzato il corpo come chiave di lettura delle architetture e delle città, e prediletto quello femminile, sapevo che avrei suscitato oltre alla curiosità, anche resistenze

Quando perciò, mi sono ritrovata circondata dagli “scatti fotografici” di Mollino, tenuti segreti per più di 45 anni … ho capito che se un genio come lui faceva questi “studi” … e poi progettava il Teatro Regio, l’Auditorium Rai …  e un design di arredi e autovetture, così innovativo, da risultare attuale oggi …


… la mia Angie En, se poteva sembrare problema … invece è soluzione … lo è sempre stata

Il genio molliniano diede sfogo alla fantasia attraverso un uso originale quanto geniale delle linee curve e delle sinuosità.

La costante stilistica che caratterizza più di ogni altra, la fisionomia esterna ed interna di ogni parte del nuovo Teatro Regio – di cui Mollino disegnò peraltro ogni minimo dettaglio, dai pomelli delle maniglie alle luci, dalle scale alle strutture in cemento armato – è appunto la linea curva.
Vista dall’alto, la pianta del teatro ricorda i fianchi di una donna, mentre la platea sembra una conchiglia semiaperta …

e gli interni … un’addentrarsi sempre più nell’anima e nel corpo dell’architettura.

“bisogna educarci al bello”

E fino a quando, un corpo nudo, sarà visto come sola volgarità o mercificazione, dovremo accontentarci davvero di sopravvivere : “mettendo le tendine alle finestre e i vasi sul davanzale” come citava Peppino Impastato (rif. prima parte dell’articolo)

La sensualità parla ai nostri sensi. La bellezza è in natura … è in noi. Bisogna partire da noi : “l’imperfezione e la sregolatezza della linea curva”

E l’architettura non può venir meno … deve aiutarci a preservare la nostra parte “istintiva” vitale. Perché le forme ci parlano ancora prima che riusciamo a decodificarle razionalmente in uno spazio. Sono energia come il colore e la luce.


Oggi San Valentino, vi invito a visitare questa mostra, dove potrete rivivere, un emozionante percorso di “scatti” intrisi di sensualità ed erotismo classicheggiante anni ’30. E le mie riflessioni, spero possano aiutare a cogliere quello che per me è stata conferma: 

una ricerca costante, assidua e quasi ossessiva, di osservazione delle forme per riuscire a trasmettere all’architettura … alla pietra … alla “non vita”,  l’attrazione che solo la natura e la vita sanno sprigionare.

Fatemi sapere se vi è piaciuta

Alla prossima!

Rossella Dellavalle

Angie En   info.angieen@gmail.com  ©2016 Tutti i diritti riservati

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now