• Rossella Della Valle

L’architettura sensuale e gli scatti segreti di Carlo Mollino – prima parte

L’articolo l'ho dedicato alla Mostra del famoso architetto torinese.

L’occhio magico di Carlo Mollino, dal 18 gennaio al 13 maggio a Camera, Centro Italiano per la fotografia di Torino. Ripercorre 40 anni di fotografia dell’architetto attraverso 500 scatti tratti dall’Archivio del Politecnico

(foto della locandina della mostra insieme all'opera architettonica Auditorium Rai Torino)


Invito tutti a vederla, perché lui parlava il linguaggio delle forme. Per me riconoscibile come conferma al progetto Angie En,di far abbracciare nuovamente, l’architettura alla sensualità.


Sono un architetto e il mio lavoro è accompagnarvi nelle scelte più qualitative per farvi vivere il vostro ambiente con il miglior comfort possibile.


Ma questo, secondo me, oggi non è più sufficiente. Bisogna che diventiamo tutti più responsabili, nel “vigilare” sulle trasformazioni che i nostri contesti abitativi stanno via via subendo e che si ripercuotono su di noi.

Vorrei, passatemi il termine, “educare” e sensibilizzare a saper cogliere il bello per poi poterlo riconoscere.

Riporto a tal fine, un testo del giornalista Peppino Impastato


“L’ Architettura Sensuale, muove sinuose forme, dove la materia rimane ferma ancorata con salde radici alle tradizioni di ciascuna cultura Angie En


Parla attraverso le forme e vuole far riappropriare l’uomo, della sua parte istintiva creativa, aiutandola a sopravvivere al l’habitat urbanizzato.


Gli studi fotografici di Mollino, quelli segreti, tenuti nascosti per più di 45 anni, fanno capire chiaramente a cosa si ispirassero le sue architetture… da cosa nascessero le idee e come si sviluppassero: attraverso le sue passioni.


L’architetto Carlo Mollino studiava le forme quasi con ossessione. Lo dimostrano chiaramente i suoi schizzi e le fotografie.

E’ vero che non era solo il corpo femminile ad attrarlo, ma comunque tutte forme riconducibili alla linea curva … la sola presente in natura.


Le fotografie diventano gli appunti per i progetti… il linguaggio dell’istinto, dei sensi. Infatti le sue opere riescono a trasmettere tutto questo.

Pensate al Teatro Regio. “E’ immerso di sensualità, è come essere al cospetto di una bellissima donna e poterci entrare… sia nel corpo che nell’anima”

Vista dall’alto, la pianta del Teatro ricorda i fianchi di una donna, mentre la platea sembra una conchiglia semiaperta… o un tutù da ballerina… o la neve…


Segue la seconda parte, prossimamente sempre su www.angie-en.com


Rossella Dellavalle

Angie En   info.angieen@gmail.com  ©2016 Tutti i diritti riservati

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