• Rossella Della Valle

ARCHITETTURA 5.0 - PRIMA PARTE


Oggi l'Architettura Sensuale esplora nuovi confini ... per parlare di un benessere patrimoniale inestimabile: l'habitat che stiamo vivendo.

In questi giorni riflettevo su un argomento, con colleghi che si occupano, nello specifico, di Bioarchitettura. Premetto che mi ha fatto molto piacere constatare che sono solidali al valore dell'architettura sensuale. E che anche loro stanno portando cambiamenti "di veduta" cercando di sensibilizzare maggiormente, con nuovi percorsi e strategie, l'attenzione al contesto paesaggistico e alla sessualità.

Il tema cruciale della riflessione, era appunto che oggi, "il corpo con la sessualità, non sembrerebbe più, così fondamentale".


La vera protagonista è la comunicazione: visiva, di linguaggio scritto - parlato ... ma la sola ... in tutto.


Capite bene che ha smosso di molto il mio interesse, visto che il progetto

"Angie En" ha proprio, come metro di misura, il corpo stesso ...

e perciò ... questo pensiero:



se il corpo diventa virtuale: solo un'immagine/ una fantasia ... Allora anche un'architettura, come rappresentazione di uno spazio/ di una forma, come suggestione ... potrebbe esserlo.

E una casa?


... tutto questo mi affascina e allo stesso tempo attiva intuizioni, che andrebbero ad integrare e modificare il significato di Architettura del futuro.

Ecco a Voi la nascita di:


ARCHITETTURA 5.0 ovvero l'architettura dei cinque sensi


Ho bisogno di fare un breve collegamento al settore della neuroscienza che studia i neuroni a specchio, per cercare di trasmettervi cosa intendo con questo nuovo concetto. Praticamente i neuroni specchio, consentono alla nostra parte sensoriale cerebrale di poter sperimentare situazioni anche quando non siamo noi effettivamente a viverle fisicamente.

Cioè non è necessaria, da parte dell' osservatore, un' effettiva interazione con "gli oggetti" che lo circondano.

In ambito cinematografico, ad esempio, è possibile che in presenza di alcune scene, questi neuroni attivandosi, facciano si che il nostro corpo percepisca l'esperienza come vissuta. Stati di stress, emozioni romantiche, tristezza, euforia ecc ...

E anche in soggetti ipovedenti o ciechi, per es., sembrerebbe bastare il rumore dell'acqua versata da una brocca in un bicchiere, per l'attivazione, nell'individuo che ascolta, dei medesimi neuroni di chi sta eseguendo l'azione vera e propria.

Tutto questo è meraviglioso ... se utilizzato bene.

Cosa potrebbe regalarci un'architettura virtuale o farci perdere?

Cercherò di semplificare il più possibile e di far emergere le potenzialità di questo tipo di valutazioni.

segue

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Angie En   info.angieen@gmail.com  ©2016 Tutti i diritti riservati

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